|
 |
|
|
|
|
 |
Una
Banca che racconta il territorio
Il radicamento delle iniziative che si intrecciano a Pollenzo
sta nella filosofia di
Slow Food
e in chi la condivide, nella convinzione che l’enogastronomia
è cosa molto seria e, soprattutto, nel territorio.
Lo dimostra l’entusiasmo convinto con cui istituzioni
pubbliche e privati cittadini hanno voluto dare una mano,
farsi coinvolgere, sostenere. Ma il legame con il territorio non è dato soltanto dai soggetti che stanno dietro
al progetto: è dato dal rapporto stretto con il
settore produttivo, dalla rappresentazione scientifica,
simbolica e reale dell’eccellenza gastronomica piemontese
e italiana.
Da questo punto di vista, la
Banca
del Vino
, con la vasta cantina ottocentesca dell’Agenzia,
ideale per l’affinamento dei grandi vini,
ne è l’esempio più evidente: la fisicità
delle bottiglie e delle casse di legno di cui è
già stipata evocano il territorio e le mani che
vi operano, tutti i territori dell’Italia enologica
più rappresentativa.
Molto Piemonte, ma anche le altre zone più
vocate del nostro Paese: bottiglie che sono il top
assoluto della nostra produzione nazionale, da nord
a sud.
Oltre duecento produttori
,
che cresceranno in numero con gli anni, hanno accettato
con entusiasmo di stoccare 180 bottiglie all’anno
dei loro tesori più preziosi: per dare significato
al tempo che sa essere amico dei loro vini e per diventare
percorso virtuale nella cantina dell’Agenzia, simbolo
di un’Italia che sa dare piacere gastronomico ma anche fare grande economia e imprenditoria.
È come se fossimo di fronte a un museo vivo, dove il socio della Banca fruisce di ciò che
essa custodisce, dove il produttore dà un nuovo
valore e significato al suo prodotto, dove il territorio
si esalta in quanto generatore e al tempo stesso custode
geloso e rispettoso dei propri frutti. Ma non si tratta
soltanto di un’esposizione: in realtà siamo
di fronte a un inedito laboratorio a disposizione di tutti,
dove si fa ricerca e divulgazione; sempre forti di un
rapporto sinergico con la compresente Università
di Scienze Gastronomiche.
L’Agenzia di Pollenzo
ora che è attiva rende agli occhi e all’immaginario
ben più di quanto provavamo a spiegare quando cercavamo
il coinvolgimento degli amici che hanno aderito al progetto:
il racconto delle intenzioni è infine diventato
realtà viva, superandosi. Lo ha fatto e lo farà
sempre più anche la Banca, con la sua importanza:
il tempo, ancora lui, elemento base dietro all’idea
di quest’avventura che condividiamo, ci darà
ragione.
Quando
i migliori vini italiani
saranno a disposizione per le future generazioni e in
un posto unico si potrà percorrere tutta l’Italia
del vino con le sue sapienze, i suoi prodotti, l’operosità
che la contraddistingue, la Banca del Vino avrà
già fatto storia. È un luogo che custodisce
la ricchezza del vino italiano, un vero e proprio caveau
che sa contenere anche tutta l’umanità che
gli sta alle spalle.
Questo è il dato più entusiasmante e importante
riguardo alla Banca del Vino: come per ciò che
è il vino, il territorio, gli uomini, l’antica
cultura contadina e la moderna imprenditorialità
si uniscono in un’impresa meravigliosa raccontando
storie eccezionali.
Carlo Petrini.
|
|
|
|
|
|
|
|
|